New York vara il primo quadro normativo statale per la sicurezza dell’AI | | | | Turtles AI
Il legislatore di New York ha approvato il RAISE Act, primo provvedimento statale USA con obblighi di trasparenza per i modelli AI più potenti. Standard, report, sanzioni fino a 30 milioni USD: ora tocca alla governatrice Hochul.
Punti chiave:
- Obbligo per i principali laboratori AI di pubblicare piani di sicurezza e incidenti critici (>100 vittime o >1 mld USD danni).
- Interesse normativo rivolto a chi ha speso oltre 100 milioni USD in calcolo e rende i propri modelli disponibili a New York.
- Sanzioni fino a 30 milioni USD per mancato rispetto, con enforcement affidato al procuratore generale.
- Esclusi kill switch e responsabilità per post-addestramento; tutela per startup e ricerca accademica.
Il progetto di legge denominato RAISE Act, voluto dal senatore Andrew Gounardes e dal deputato Alex Bores, è stato approvato il 12 giugno 2025 da entrambe le Camere del parlamento statale e inviato alla governatrice Kathy Hochul per la firma o eventuale veto. La norma richiede a OpenAI, Google, Anthropic e simili, ovvero soggetti che abbiano investito oltre 100 milioni di dollari in risorse computazionali e offrano i modelli a utenti newyorkesi, di redigere report approfonditi su sicurezza e protezione, segnalare comportamenti sospetti dei modelli o furti, e dotarsi di piani per mitigare rischi potenzialmente catastrofici, definiti come morte o ferimento di almeno cento persone o danni superiori a un miliardo di dollari. Il procuratore generale dello Stato potrà infliggere multe fino a 30 milioni di dollari in caso di mancata adozione dei requisiti; sono previste anche tutele per whistleblower interni.
Il comitato legislativo e gli estensori evidenziano che le misure non ostacolano l’innovazione, non impongono kill switch né colpevolizzano i modelli post-addestrati, esentando aziende di dimensioni più contenute e la ricerca universitaria. Tuttavia, la Silicon Valley – rappresentata tra gli altri da Anjney Midha di Andreessen Horowitz e Y Combinator – ha espresso forti contrarietà, sostenendo che la legge penalizzi l’industria USA e favorisca concorrenti esteri. Anthropic non ha ancora preso posizione ufficiale, ma tramite il co-fondatore Jack Clark ha manifestato preoccupazioni sull’impatto sui soggetti di piccole-medie dimensioni ; gli autori della legge rispondono che la normativa appositamente li esclude.
Un’analisi critica pone dubbi sulla reale efficacia del disegno di legge rispetto ai rischi dell’AI, giudicandolo burocraticamente complesso e potenzialmente inefficace nel mitigare usi malevoli come quelli legati a bioterrorismo o hacking avanzato. Tra le altre critiche, si segnala la preoccupazione secondo cui i laboratori potrebbero scegliere di non rendere più disponibili i loro modelli nello Stato, replicando dinamiche già registrate in Europa dopo normative stringenti. Tuttavia, i promotori del RAISE Act rivendicano che New York, con il suo terzo PIL tra gli Stati USA, resti un mercato di riferimento tale da scoraggiare disimpegni.
Il dibattito evidenzia un approccio normativo inedito nel panorama americano: trasparenza obbligatoria, auditing indipendenti, segnalazione rapida di incidenti critici, whistleblower protetti e sanzioni severe rappresentano un tentativo di ricomporre le esigenze di sicurezza con la vitalità dell’innovazione tecnologica, lasciando però aperti interrogativi su compatibilità ed efficacia a lungo termine. Rimane ora da vedere se la governatrice Hochul firmerà il testo senza modifiche o avvierà emendamenti.
Una norma che, qualora sottoscritta, porrebbe New York al centro di un nuovo standard legale nella gestione della potente AI statale.


