Meta sotto accusa in Europa per l’uso dei dati utente nell’AI | Facebook app | Meta AI WhatsApp number | Meta login | Turtles AI
Meta è sotto accusa per l’uso dei dati degli utenti europei per addestrare l’AI senza consenso esplicito, suscitando reclami da parte di organizzazioni come NOYB, che minacciano azioni legali. Le autorità sono chiamate a intervenire.
Punti chiave:
- Meta utilizza dati degli utenti per addestrare l’AI senza consenso esplicito.
- NOYB ha presentato reclami in 11 paesi europei.
- Meta difende la sua pratica, citando la conformità al GDPR.
- Le autorità devono valutare la validità delle azioni legali in corso.
Meta Platforms si trova al centro di una crescente controversia in Europa a seguito della decisione di utilizzare i dati personali degli utenti di Facebook e Instagram per l’addestramento dei propri modelli di AI generativa. A partire dal 27 maggio 2025, l’azienda prevede di impiegare contenuti pubblici condivisi dagli utenti europei per migliorare strumenti come l’assistente Meta AI e il modello linguistico LLaMA. Meta sostiene che questa pratica sia giustificata da un "interesse legittimo" ai sensi del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), offrendo agli utenti la possibilità di opporsi tramite un modulo online. Tuttavia, l’organizzazione austriaca per i diritti digitali NOYB, guidata dall’attivista Max Schrems, contesta questa interpretazione, affermando che l’uso dei dati personali per l’addestramento dell’IA richiede il consenso esplicito degli utenti e che il processo di opt-out è deliberatamente complicato, configurando un esempio di "dark pattern".
NOYB ha presentato reclami formali in 11 paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania e Spagna, chiedendo alle autorità per la protezione dei dati di intervenire prima dell’entrata in vigore della nuova politica. L’organizzazione ha anche minacciato un’azione legale collettiva, sottolineando che, con oltre 400 milioni di utenti europei potenzialmente coinvolti, le richieste di risarcimento potrebbero raggiungere cifre significative.
Meta ha risposto affermando che la sua pratica è conforme alle normative europee e che altri giganti tecnologici, come Google e OpenAI, utilizzano dati simili per addestrare i propri modelli di AI . L’azienda ha inoltre dichiarato che non utilizzerà messaggi privati né contenuti provenienti da account di minori di 18 anni e ha inviato oltre due miliardi di notifiche agli utenti europei per informarli della nuova politica e fornire loro un modulo per opporsi.
Nonostante ciò, le critiche persistono. Il Consiglio dei Consumatori norvegese ha presentato un reclamo legale, sostenendo che Meta non ha una base giuridica valida per trattare i dati personali degli utenti per l’addestramento dell’AI e che rendere difficile l’opt-out viola i requisiti legali del GDPR. Inoltre, organizzazioni come Euroconsumers, attraverso i membri Testachats in Belgio e OCU in Spagna, hanno espresso preoccupazioni simili, affermando che Meta sta infrangendo la legge dell’UE e chiedendo alle autorità competenti di intervenire.
La questione solleva interrogativi più ampi sull’uso dei dati personali per l’addestramento dell’AI e sulla necessità di garantire che le pratiche delle grandi aziende tecnologiche siano trasparenti e conformi alle normative sulla privacy.
Con l’avvicinarsi della data di implementazione della nuova politica di Meta, le autorità europee si trovano sotto pressione per determinare se le misure adottate dall’azienda rispettino i diritti degli utenti e le leggi sulla protezione dei dati.


