Starbucks cambia rotta: più persone, meno macchine | | | | Turtles AI
Starbucks ha ammesso che l’automazione non ha compensato la riduzione del personale, portando a un calo delle vendite e a un aumento del malcontento tra i clienti. Il nuovo CEO Brian Niccol ha deciso di invertire la rotta, puntando su un maggiore investimento nel personale e nell’esperienza in negozio.
Punti chiave:
- Il CEO Brian Niccol ha riconosciuto che l’automazione non ha migliorato la produttività come previsto.
- Starbucks ha registrato un calo delle vendite globali dell’1% nel primo trimestre del 2025.
- L’azienda prevede di assumere migliaia di baristi e ridurre l’uso di macchinari automatizzati.
- I lavoratori sindacalizzati continuano a chiedere migliori condizioni di lavoro e contratti equi.
Negli ultimi anni, Starbucks ha cercato di ridurre i costi operativi attraverso l’automazione, introducendo sistemi come il Siren Craft System per la preparazione automatica delle bevande. Tuttavia, questa strategia non ha portato ai risultati sperati. Il CEO Brian Niccol ha dichiarato che la riduzione del personale, nella speranza che le attrezzature potessero compensare, si è rivelata un’ipotesi inaccurata.
Nel primo trimestre del 2025, Starbucks ha riportato un fatturato di 8,76 miliardi di dollari, con un utile per azione non-GAAP di 0,41 dollari, in calo del 40% rispetto all’anno precedente. Le vendite dei negozi in Nord America sono diminuite dell’1%, a causa di un calo del 4% delle transazioni.
In risposta, Starbucks ha deciso di invertire la rotta, annunciando l’assunzione di migliaia di baristi e la riduzione dell’uso di macchinari automatizzati. L’azienda ha anche introdotto iniziative per migliorare l’esperienza in negozio, come l’aggiunta di note scritte a mano sulle tazze e la riorganizzazione degli interni dei locali. Inoltre, è stato testato un nuovo algoritmo per la sequenza degli ordini, mirato a ridurre i tempi di attesa e migliorare il flusso di lavoro.
Parallelamente, Starbucks continua a confrontarsi con le richieste dei lavoratori sindacalizzati. La Starbucks Workers United, che rappresenta oltre 11.000 baristi in più di 570 punti vendita, ha chiesto aumenti salariali, migliori condizioni di lavoro e contratti equi. Nel dicembre 2024, circa 5.000 lavoratori hanno partecipato a scioperi in oltre 300 sedi negli Stati Uniti, chiedendo un salario minimo di 20 dollari l’ora e altri benefici.
Nonostante le sfide, Starbucks ha espresso l’intenzione di collaborare con i sindacati per trovare soluzioni condivise. In una dichiarazione congiunta, l’azienda e la Workers United hanno riaffermato l’impegno a lavorare insieme per raggiungere accordi collettivi che soddisfino entrambe le parti.
Starbucks sta rivedendo la sua strategia, riconoscendo l’importanza del capitale umano nell’offrire un’esperienza cliente di qualità e nel sostenere la crescita dell’azienda.


