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Un DJ virtuale in radio per mesi senza che nessuno se ne accorgesse
La stazione CADA di Sydney ha usato un conduttore creato dall’AI, sollevando interrogativi su trasparenza e fiducia del pubblico
Editorial Team25 aprile 2025

 

 Un conduttore radiofonico generato dall’AI ha preso il posto di un DJ umano per mesi, senza che gli ascoltatori se ne accorgessero. Il programma "Workdays with Thy", trasmesso dalla stazione CADA di Sydney, ha suscitato discussioni sulla trasparenza dell’uso dell’AI in ambito mediatico.

Punti chiave:

  • Un DJ virtuale ha condotto il programma radiofonico "Workdays with Thy" per mesi senza rivelare il suo status di AI.
  • La voce di Thy è stata generata grazie alla tecnologia di ElevenLabs, modellata su un dipendente reale di ARN Media.
  • La vicenda ha sollevato critiche sul piano della trasparenza, con l’Associazione Australiana dei Doppiatori che chiede maggiore chiarezza.
  • Altri esperimenti con l’AI nel settore radiofonico stanno emergendo, anche in altre parti del mondo.

Una stazione radio australiana ha recentemente fatto notizia per aver utilizzato, senza rivelarlo al pubblico, un conduttore generato dall’AI per uno dei suoi programmi più seguiti. Il segmento "Workdays with Thy", trasmesso dalla stazione CADA di Sydney, ha visto un DJ completamente virtuale alla guida, offrendo ai suoi ascoltatori una selezione di musica hip hop, R&B e pop per ben quattro ore al giorno. Ciò che ha destato scalpore è che, per mesi, gli ascoltatori non avevano alcun sospetto che la voce del conduttore fosse il risultato di un avanzato software di AI.

La figura di Thy, il conduttore virtuale, è stata concepita per essere il più possibile simile a una persona reale, con la voce modellata a partire da un dipendente del reparto finanziario di ARN Media, la società proprietaria della stazione radio. La creazione vocale è stata realizzata con il sistema di generazione vocale di ElevenLabs, un noto software di AI. Nonostante il programma stesse raggiungendo circa 72.000 ascoltatori, né la stazione radio né il programma stesso hanno mai fatto riferimento al fatto che il conduttore fosse un’intelligenza artificiale, suscitando preoccupazioni sulla mancanza di trasparenza.

L’uso dell’AI in radio non è una novità, ma il caso di "Workdays with Thy" ha messo in evidenza una questione importante: la fiducia del pubblico. Teresa Lim, vicepresidente dell’Associazione Australiana dei Doppiatori, ha fortemente criticato ARN Media per non aver informato i suoi ascoltatori, sottolineando l’importanza di una comunicazione chiara e onesta. La domanda che sorge spontanea riguarda la responsabilità delle emittenti nell’assicurarsi che il pubblico non venga ingannato, sebbene non ci siano stati effetti legali diretti legati alla vicenda.

Ciaran Davis, CEO di ARN Media, ha dichiarato che l’azienda sta cercando di comprendere meglio cosa costituisce "reale" nel contesto moderno della media. Nonostante ciò, sembra che l’azienda riconosca ormai l’efficacia di questi "annunciatori virtuali", un fenomeno che si sta diffondendo a livello globale. Anche altre emittenti radiofoniche hanno iniziato ad esplorare soluzioni simili, come una stazione di Portland, Oregon, e Sirius XM. Inoltre, alcuni esperimenti in Polonia hanno visto l’introduzione di conduttori AI che hanno sostituito giornalisti umani, suscitando però reazioni di disapprovazione che hanno portato all’interruzione dell’iniziativa.

La vicenda di "Workdays with Thy" apre scenari complessi per il futuro dei media, in cui la linea tra ciò che è umano e ciò che è artificiale continua a sfumare, alimentando il dibattito su etica, trasparenza e l’evoluzione delle professioni nel settore.