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Google sotto accusa: il Dipartimento di Giustizia punta a smantellare il suo dominio digitale
Processo storico contro il colosso del web: tra le misure proposte, la vendita di Chrome e lo stop agli accordi esclusivi per favorire la concorrenza nell’era dell’AI
Editorial Team23 aprile 2025

 

 Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha avviato un processo antitrust contro Google, accusandola di utilizzare la sua posizione dominante nella ricerca online per rafforzare il controllo su browser e AI. Le autorità propongono rimedi drastici, tra cui la vendita del browser Chrome e la limitazione degli accordi esclusivi.

Punti chiave:

  • Il Dipartimento di Giustizia propone la vendita forzata di Chrome per ridurre il monopolio di Google nella ricerca online.
  • Accordi esclusivi con produttori di dispositivi, come Samsung e Apple, sono al centro delle accuse.
  • Le autorità richiedono che Google conceda in licenza i dati di ricerca ai concorrenti e limiti l’uso dei contenuti per l’addestramento dell’AI.
  • OpenAI ha espresso interesse nell’acquisizione di Chrome per migliorare la distribuzione dei propri prodotti AI.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha intensificato le sue azioni antitrust contro Google, accusando l’azienda di mantenere illegalmente un monopolio nella ricerca online e di utilizzare questa posizione per rafforzare il controllo su browser e AI. In un processo in corso a Washington, le autorità propongono rimedi significativi, tra cui la vendita forzata del browser Chrome, che detiene oltre il 60% del mercato statunitense, e la fine degli accordi esclusivi che rendono Google il motore di ricerca predefinito su dispositivi di produttori come Apple e Samsung.

Le autorità sostengono che tali accordi esclusivi impediscono la concorrenza e rafforzano il monopolio di Google, ostacolando l’ingresso di nuovi attori nel mercato della ricerca e dell’AI. Documenti presentati in tribunale rivelano che Google ha considerato accordi esclusivi per l’installazione predefinita della sua applicazione Gemini AI su dispositivi Android, sollevando ulteriori preoccupazioni sulle pratiche anticoncorrenziali dell’azienda.

OpenAI, l’azienda dietro ChatGPT, ha espresso interesse nell’acquisizione di Chrome, qualora Google fosse costretta a venderlo. Nick Turley, responsabile del prodotto di OpenAI, ha dichiarato che l’integrazione di ChatGPT con Chrome potrebbe offrire un’esperienza utente superiore e aiutare OpenAI a raggiungere un pubblico più ampio, attualmente limitato dal controllo di Google sui canali di accesso.

Il Dipartimento di Giustizia propone anche che Google conceda in licenza i dati dei risultati di ricerca ai concorrenti e offra ai siti web la possibilità di impedire l’utilizzo dei loro contenuti per l’addestramento dei modelli di AI di Google. Queste misure mirano a ristabilire la concorrenza nel mercato della ricerca online e a prevenire l’abuso di posizione dominante nell’emergente settore dell’AI.

Google contesta le accuse e definisce le proposte del Dipartimento di Giustizia come un’agenda radicale che danneggerebbe i consumatori, gli sviluppatori e la leadership tecnologica americana. L’azienda ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro eventuali sentenze sfavorevoli.

Il processo rappresenta una delle azioni antitrust più significative degli ultimi decenni e potrebbe avere implicazioni profonde per il futuro della concorrenza nel settore tecnologico.