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Spagna, stretta sull’AI: sanzioni milionarie per chi non etichetta i contenuti
Il governo introduce multe fino a 35 milioni di euro per le aziende che non segnalano chiaramente i contenuti generati dall’AI, con l’obiettivo di contrastare i deepfake e proteggere i più vulnerabili
Editorial Team12 marzo 2025

 

 La Spagna ha introdotto una legislazione che impone severe sanzioni alle aziende che non etichettano correttamente i contenuti generati dall’AI, con l’obiettivo di contrastare l’uso dei deepfake e proteggere i gruppi vulnerabili.

Punti chiave:

  • Sanzioni severe: Multe fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato annuo per la mancata etichettatura dei contenuti AI.
  • Obblighi di trasparenza: Le aziende devono identificare chiaramente i contenuti generati dall’AI, in linea con le direttive dell’Unione Europea.
  • Tutela dei vulnerabili: Vietato l’uso di tecniche subliminali che possono manipolare gruppi vulnerabili, come minori o persone con dipendenze.
  • Sorveglianza dedicata: L’Agenzia Spagnola di Supervisione dell’AI (AESIA) garantirà l’applicazione delle nuove norme.

Il governo spagnolo, sotto la guida del primo ministro Pedro Sánchez, ha recentemente approvato un disegno di legge che impone obblighi stringenti alle aziende che utilizzano contenuti generati dall’AI. Questo provvedimento mira a garantire una chiara identificazione di tali contenuti, al fine di contrastare la diffusione dei cosiddetti deepfake—video, immagini o audio manipolati attraverso algoritmi di AI per sembrare autentici. 

Il disegno di legge spagnolo si allinea con le direttive stabilite dall’Unione Europea nel suo recente Regolamento sull’AI, approvato nel maggio 2024. Questo regolamento classifica le applicazioni di AI in base al loro livello di rischio e impone obblighi di trasparenza per i sistemi considerati ad alto rischio. In particolare, il mancato rispetto delle norme sull’etichettatura dei contenuti generati dall’AI è classificato come una "violazione grave", che può comportare sanzioni fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato annuo globale dell’azienda coinvolta. 

Oltre all’obbligo di etichettatura, la legge spagnola vieta l’uso di tecniche subliminali—come suoni e immagini impercettibili—destinate a manipolare gruppi vulnerabili. Esempi di tali pratiche includono chatbot che incoraggiano persone con dipendenze al gioco d’azzardo o giocattoli che spingono i bambini a partecipare a sfide pericolose. Inoltre, il provvedimento proibisce alle organizzazioni di utilizzare l’AI per classificare individui basandosi su dati biometrici, al fine di garantire o negare l’accesso a determinati benefici o per valutare il rischio di comportamenti criminali. 

La supervisione e l’applicazione di queste nuove norme saranno affidate all’Agenzia Spagnola di Supervisione dell’AI (AESIA), istituita recentemente per monitorare l’uso etico e legale dell’AI nel paese. Tuttavia, in casi specifici riguardanti la privacy dei dati, la criminalità, le elezioni, le valutazioni del credito, le assicurazioni o i mercati dei capitali, la supervisione sarà competenza delle rispettive autorità di controllo.

Questa iniziativa legislativa posiziona la Spagna tra i primi paesi dell’Unione Europea ad attuare le norme comunitarie sull’AI, adottando un approccio più rigoroso rispetto ad altri sistemi, come quello degli Stati Uniti, che si basano principalmente sulla conformità volontaria e su una varietà di normative statali. Il ministro per la trasformazione digitale, Oscar Lopez, ha sottolineato che l’AI è uno strumento potente che può migliorare le nostre vite, ma che può anche essere utilizzato per diffondere disinformazione e attaccare la democrazia. 

La Spagna sta adottando misure decise per garantire un uso responsabile e trasparente dell’AI, proteggendo i cittadini dalle potenziali insidie legate all’uso improprio di questa tecnologia.