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Europa accelera sull’AI e il supercalcolo con chip RISC-V made in UE
Con il progetto DARE, finanziato con 240 milioni di euro, l’Europa punta su processori open source per ridurre la dipendenza tecnologica dall’estero
Editorial Team8 marzo 2025

 


L’Europa investe nello sviluppo di una piattaforma tecnologica autonoma per l’elaborazione ad alte prestazioni e l’AI basata su RISC-V, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da soluzioni estere. Il progetto DARE prevede la realizzazione di chiplet europei ottimizzati per supercomputer e sistemi AI, in un’iniziativa finanziata con 240 milioni di euro.

Punti chiave:

  • Indipendenza tecnologica: sviluppo di hardware e software europei basati su RISC-V.
  • Chiplet innovativi: tre unità specializzate per AI, HPC e calcolo vettoriale.
  • Finanziamento strategico: 240 milioni di euro per un’iniziativa di sei anni.
  • Collaborazione europea: coinvolti 38 partner tra aziende e istituti di ricerca.

L’Unione Europea ha ufficializzato il lancio del progetto DARE (Digital Autonomy with RISC-V in Europe), un’iniziativa volta a consolidare la sovranità tecnologica nel settore dell’high-performance computing (HPC) e dell’AI attraverso l’adozione dell’architettura open source RISC-V. Promosso dall’EuroHPC Joint Undertaking e coordinato dal Barcelona Supercomputing Center, il programma prevede lo sviluppo di una nuova generazione di processori destinati ai supercomputer e ai data center europei. Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dalla realizzazione di tre chiplet complementari, destinati a operare in sinergia all’interno di sistemi computazionali avanzati. Il primo componente, un acceleratore vettoriale, sarà sviluppato da Openchip per gestire carichi di lavoro intensivi nell’ambito HPC. Axelera AI si occuperà invece della progettazione di un processore ottimizzato per l’inferenza AI, mentre Codasip svilupperà un’unità di elaborazione generale, focalizzata sulle applicazioni più esigenti del supercalcolo. Questa architettura modulare basata su chiplet consentirà una notevole flessibilità nella configurazione dei sistemi, facilitando l’adattamento alle diverse esigenze applicative. L’integrazione tra hardware e software è un elemento chiave del progetto, con lo sviluppo parallelo di strumenti di simulazione e ottimizzazione per massimizzare le prestazioni delle future piattaforme di calcolo europee. Il progetto DARE si inserisce in una strategia più ampia di riduzione della dipendenza da tecnologie extraeuropee, affiancandosi a iniziative precedenti come l’European Processor Initiative (EPI) e il progetto SiPearl. L’adozione del set di istruzioni RISC-V, caratterizzato da un modello aperto e privo di licenze proprietarie, offre un’opportunità senza precedenti per il consolidamento di un ecosistema tecnologico europeo indipendente. Sebbene i core RISC-V attuali siano meno performanti rispetto alle architetture ARM e x86, i progressi nelle estensioni vettoriali e nell’ottimizzazione delle pipeline di esecuzione stanno contribuendo a colmare il divario. Parallelamente, il progetto enfatizza l’importanza dello sviluppo software, evidenziando come la competitività delle future piattaforme non dipenderà solo dalla potenza di calcolo, ma anche dalla qualità degli strumenti di programmazione e ottimizzazione.

Il ruolo centrale dei chiplet e la modularità dell’approccio scelto confermano l’impegno dell’Europa verso soluzioni scalabili e adattabili alle diverse esigenze dell’industria e della ricerca.