L’AI migliora l’efficacia delle armi laser contro i droni | | Intelligenza artificiale chat gpt | Intelligenza artificiale in oncologia | Turtles AI

L’AI migliora l’efficacia delle armi laser contro i droni
La Marina degli Stati Uniti sviluppa un sistema avanzato per identificare e colpire bersagli in modo autonomo, aumentando la precisione e riducendo i limiti umani nel combattimento


Editorial Team19 febbraio 2025

 


La Marina degli Stati Uniti sta sviluppando sistemi avanzati basati sull’AI per ottimizzare l’uso delle armi laser contro i droni. L’obiettivo è superare i limiti umani nel tracciamento e nella distruzione di bersagli in scenari complessi, migliorando precisione e autonomia operativa.

Punti chiave:

  • AI e armi laser: sviluppo di sistemi avanzati per colpire sciami di droni con maggiore efficienza.
  • Identificazione e puntamento autonomo: uso di reti neurali per localizzare e colpire i punti deboli dei droni.
  • Gestione delle distorsioni atmosferiche: miglioramenti nel tracciamento per compensare le deviazioni del raggio laser.
  • Sperimentazione sul campo: test reali con sistemi semi-autonomi prima dell’integrazione operativa.

La crescente minaccia rappresentata dagli sciami di droni sta spingendo la Marina statunitense a sviluppare tecnologie sempre più sofisticate nel campo delle armi laser. Il programma, guidato dalla Naval Postgraduate School (NPS) in collaborazione con il Naval Surface Warfare Center Dahlgren Division, Lockheed Martin, Boeing e Air Force Research Laboratory (AFRL), mira a rendere questi sistemi più autonomi e precisi attraverso l’AI. I moderni laser, capaci di colpire a velocità prossime a quella della luce, si rivelano strumenti efficaci per la difesa, ma presentano criticità operative legate al puntamento e alla gestione delle condizioni atmosferiche. Per affrontare il problema, il progetto si è concentrato su due aspetti chiave: il riconoscimento rapido del bersaglio e l’ottimizzazione del fuoco su specifici punti vulnerabili. L’addestramento dell’intelligenza artificiale è stato effettuato con un modello ridotto di drone Reaper, stampato in 3D in lega di titanio e analizzato tramite luce infrarossa e radar. Attraverso questo processo, il sistema ha acquisito una vasta banca dati di immagini per migliorare il riconoscimento dei droni e la selezione automatica delle aree da colpire. Sono stati testati tre scenari differenti, con dati sintetici, misti e reali, e i risultati migliori sono stati ottenuti nell’ultimo caso, garantendo una minore percentuale di errore. Il prossimo passo sarà la sperimentazione in contesti operativi, con radar e sensori ottici applicati a droni reali, integrando un sistema semi-autonomo in cui l’operatore umano mantiene un controllo parziale. Secondo Eric Montag, scienziato dell’imaging presso Dahlgren, la tecnologia è già in grado di funzionare in tempo reale all’interno del framework di tracciamento, e nel corso dell’anno è prevista una dimostrazione del sistema di puntamento automatico.

Questo approccio rappresenta un passo significativo verso l’integrazione di laser intelligenti nella difesa avanzata, con prospettive di applicazione in progetti come l’High Energy Laser Expeditionary (HELEX), dove i primi test operativi sono già in corso.

Video