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Musk pronto a ritirare l’offerta per OpenAI se verrà preservata la missione originaria
Il miliardario condiziona la sua proposta da 97,4 miliardi di dollari alla rinuncia della conversione in società a scopo di lucro, mentre la disputa con il consiglio di amministrazione prosegue in tribunale

Editorial Team13 febbraio 2025

 

 Elon Musk ha dichiarato che ritirerà la sua offerta da 97,4 miliardi di dollari per l’organizzazione non-profit di OpenAI se il consiglio di amministrazione deciderà di interrompere la transizione verso una struttura a scopo di lucro e garantirà il rispetto della missione originaria. Il consiglio ha respinto l’offerta, mentre la disputa legale tra Musk e OpenAI prosegue, con accuse di comportamenti anticoncorrenziali e violazioni della missione di ente benefico. La vicenda si inserisce in un più ampio contesto di ridefinizione degli assetti societari di OpenAI.

Punti chiave:

  • Ritiro dell’offerta: Musk ritirerà la proposta se OpenAI interromperà la sua transizione in azienda a scopo di lucro.
  • Offerta da 97,4 miliardi: Un consorzio guidato da Musk ha avanzato un’offerta considerata seria e finalizzata alla tutela della missione originaria.
  • Resistenza del consiglio: OpenAI e il suo CEO Sam Altman hanno respinto la proposta, ribadendo che l’organizzazione non è in vendita.
  • Conflitto legale: Musk ha intentato una causa contro OpenAI per presunte violazioni della missione originaria e pratiche anticoncorrenziali.

Elon Musk ha depositato nuovi documenti presso la Corte distrettuale della California, riaffermando l’intenzione di ritirare la sua offerta da 97,4 miliardi di dollari per l’organizzazione non-profit di OpenAI qualora il consiglio di amministrazione garantisse il rispetto della missione originaria e bloccasse il processo di conversione in una struttura a scopo di lucro. L’offerta, avanzata attraverso un consorzio di investitori, è stata descritta dagli avvocati di Musk come una proposta concreta e volta a compensare equamente l’organizzazione non-profit, nel caso in cui venisse presa la decisione di vendere gli asset. Tuttavia, la documentazione sottolinea che la finalità dell’iniziativa non è acquisire OpenAI, bensì salvaguardarne la natura originaria di ente benefico. La proposta di Musk è stata formulata in seguito all’evoluzione di OpenAI da organizzazione non-profit a entità a "profitto limitato" nel 2019, con un’ulteriore ristrutturazione attualmente in corso che la sta trasformando in una società a scopo di lucro di tipo utility. Musk, che in passato è stato tra i fondatori di OpenAI, si oppone a questa nuova fase societaria e ha intentato una causa contro l’azienda e il suo CEO Sam Altman, accusandoli di comportamento anticoncorrenziale e frode. Il consiglio di amministrazione di OpenAI ha reagito con fermezza, dichiarando che l’organizzazione non è in vendita e che l’offerta di Musk non rappresenta un valore effettivo per l’entità non-profit. L’avvocato Andy Nussbaum, in rappresentanza del consiglio, ha respinto la proposta affermando che la missione benefica rimane centrale e che la cessione degli asset non è contemplata. In risposta, OpenAI ha presentato ulteriore documentazione in tribunale, definendo il tentativo di Musk come un’azione mirata a minare la competitività dell’azienda e a contrastare la sua trasformazione.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione degli assetti societari e di dibattito sulle implicazioni etiche e strategiche della governance delle aziende nel settore dell’AI.