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Sud Corea limita l’accesso a DeepSeek per preoccupazioni sulla sicurezza dei dati
Il governo sudcoreano adotta misure restrittive dopo il mancato riscontro alle richieste sulle pratiche di gestione dei dati della startup cinese di AI
Editorial Team6 febbraio 2025

 


Il governo sudcoreano ha bloccato l’accesso alla piattaforma AI cinese DeepSeek sui dispositivi istituzionali per motivi di sicurezza, dopo la mancata risposta dell’azienda a richieste di chiarimenti sulle sue pratiche di gestione dati. Misure simili sono state adottate in diversi altri Paesi.

Punti chiave:

  • Restrizioni governative: Ministeri e forze dell’ordine sudcoreane hanno bloccato DeepSeek su computer istituzionali per prevenire fughe di dati.
  • Indagine internazionale: Anche Francia, Italia e Australia hanno preso provvedimenti simili, con indagini in corso sulle pratiche di DeepSeek.
  • Preoccupazioni sulla sicurezza: Il timore riguarda la gestione delle informazioni da parte della startup cinese, in un contesto di tensioni tecnologiche globali.
  • Reazione cinese: Pechino respinge le accuse, difendendo le proprie aziende e accusando un’eccessiva politicizzazione della questione.

Diverse istituzioni sudcoreane, tra cui ministeri e forze di polizia, hanno deciso di bloccare l’accesso a DeepSeek, l’innovativa startup cinese di AI, dopo che questa non ha fornito risposte alla richiesta delle autorità locali in merito alla gestione dei dati sensibili degli utenti. La decisione è stata presa a seguito di crescenti preoccupazioni sulla possibilità che informazioni riservate possano essere compromesse attraverso l’uso dei servizi di AI generativa. Il Ministero della Difesa, responsabile della sicurezza militare del paese, ha confermato l’implementazione di misure restrittive, sottolineando il rischio di vulnerabilità legate all’uso di piattaforme AI esterne. Anche la polizia sudcoreana ha adottato un provvedimento simile, mentre il Ministero del Commercio ha imposto restrizioni temporanee su tutti i dispositivi governativi. Altre istituzioni, tra cui i ministeri delle Finanze, dell’Unificazione e degli Esteri, hanno seguito l’esempio con misure di sicurezza analoghe.

La decisione di Seul si inserisce in un quadro più ampio di diffidenza internazionale nei confronti di DeepSeek. L’Italia ha recentemente avviato un’indagine sulla piattaforma, vietandone l’elaborazione dei dati degli utenti italiani. Anche l’Australia e Taiwan hanno proibito l’uso della tecnologia cinese sui dispositivi governativi, citando i timori per la sicurezza nazionale. La Francia ha espresso preoccupazioni simili, mentre negli Stati Uniti e in India sono in corso valutazioni sulle implicazioni legate all’uso dell’AI cinese.

Il dibattito su DeepSeek si inserisce in un contesto più ampio di rivalità tecnologica globale, con la crescente competizione tra Stati Uniti e Cina nel settore dell’AI. Secondo Kim Jong-hwa, professore di AI presso l’Università di Cheju Halla, la questione potrebbe avere anche una dimensione politica, ma resta innegabile che le piattaforme AI pongano sfide significative in termini di sicurezza e protezione dei dati. A suo avviso, la cautela adottata dai governi è giustificata, vista la difficoltà di valutare il livello di attenzione alla sicurezza riservato da DeepSeek durante lo sviluppo del suo chatbot.

Pechino ha respinto le accuse, dichiarando che il governo cinese non impone mai alle aziende di raccogliere dati in modo illecito. Un portavoce del Ministero degli Esteri ha inoltre sottolineato l’opposizione della Cina alla "politicizzazione delle questioni economiche e tecnologiche", garantendo che i diritti delle imprese cinesi saranno difesi con determinazione.

Nel frattempo, la competizione nel settore AI si fa sempre più intensa. La startup cinese DeepSeek ha dichiarato di aver sviluppato il proprio modello R1 utilizzando chip H800, la cui vendita in Cina è stata consentita fino al 2023 in base ai regolamenti sulle esportazioni statunitensi. La crescente pressione internazionale nei confronti delle aziende tecnologiche cinesi arriva in un momento in cui i principali produttori di chip, come Samsung Electronics e SK Hynix, stanno espandendo i loro investimenti nel settore AI. Il governo sudcoreano ha recentemente annunciato un piano di investimento di 34 trilioni di won (circa 23,5 miliardi di dollari) per sostenere le industrie high-tech e dei semiconduttori, segnalando l’importanza strategica del settore per la competitività del paese.

In questo scenario, la sfida globale sull’AI non si limita alla potenza computazionale, ma si estende alla sicurezza dei dati, alla regolamentazione e al controllo geopolitico della tecnologia.