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Google e l’errore sul formaggio: la statistica di Gemini AI fa discutere
Uno spot del Super Bowl afferma che il Gouda rappresenta oltre metà del consumo mondiale di formaggio, ma gli esperti smentiscono. Google difende il dato, ma la sua affidabilità resta in dubbio

Editorial Team2 febbraio 2025

 


Lo spot pubblicitario di Google per il Super Bowl ha suscitato polemiche a causa di un’affermazione errata generata dall’AI Gemini, che sostiene che il Gouda rappresenti il 50-60% del consumo mondiale di formaggio. Questa statistica, benché presente su alcuni siti web, è priva di conferme scientifiche.

Punti chiave:

  • Errore di Gemini AI: Lo spot afferma che il Gouda costituisce oltre metà del consumo globale di formaggio.
  • Mancanza di fonti affidabili: L’origine della statistica è incerta e priva di validazione accademica.
  • Risposta di Google: L’azienda difende il dato, sostenendo che sia diffuso sul web.
  • Contesto scientifico: Esperti sottolineano che formaggi freschi come il Paneer sono probabilmente più diffusi globalmente.

Nel contesto delle campagne pubblicitarie per il Super Bowl, Google ha lanciato una serie di spot per promuovere l’uso della sua AI Gemini nelle piccole imprese statunitensi, ma uno in particolare, dedicato al Wisconsin, ha sollevato critiche per un’affermazione discutibile. La pubblicità mostra Gemini generare un testo in cui si afferma che il formaggio Gouda rappresenta tra il 50 e il 60% del consumo mondiale di formaggio, una dichiarazione che ha subito attirato l’attenzione degli esperti del settore e degli utenti sui social media. La presunta statistica, ripresa da siti come Cheese.com, risulta però priva di solide basi scientifiche e non trova riscontro nei dati di consumo globale. Secondo Andrew Novakovic, esperto di economia agraria della Cornell University, non esistono dati precisi sulla distribuzione delle varietà di formaggi a livello mondiale. Pur essendo una tipologia molto diffusa nel commercio internazionale, il Gouda non può essere considerato il formaggio più consumato globalmente. Formaggi freschi come il Paneer indiano o le varietà diffuse in Sud America, Africa e Asia, potrebbero in realtà vantare volumi di consumo decisamente superiori. La pubblicità, pur riportando nella stampa fine che la risposta dell’AI è pensata per un supporto creativo e non ha valore fattuale, ha sollevato perplessità sulla trasparenza dell’informazione. In risposta alle critiche, Jerry Dischler, presidente delle app Google Cloud, ha dichiarato su X che la statistica non è un’allucinazione dell’AI, ma un dato presente in più fonti online, sottolineando che gli utenti possono sempre verificare riferimenti e risultati. La vicenda arriva in un momento delicato per Google, che sta progressivamente integrando l’AI nei suoi strumenti di produttività, aumentando al contempo il costo degli abbonamenti.

Un episodio che riaccende il dibattito sull’affidabilità delle informazioni generate dall’AI.

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