Intel tra perdite e cambi di strategia: addio a Falcon Shores, ritardi per Xeon Clearwater Forest | App intelligenza artificiale che disegna | Llm nlp | Chat openai | Turtles AI
Intel ha chiuso il 2024 con perdite per 18,8 miliardi di dollari e un ridimensionamento delle proprie ambizioni nel settore delle GPU per data center. Falcon Shores viene accantonato, Xeon Clearwater Forest slitta al 2026 e la divisione fonderia fatica a decollare.
Punti chiave:
- Perdite finanziarie: Intel registra un passivo di 18,8 miliardi di dollari nel 2024, con un calo dei ricavi del 2%.
- Stop a Falcon Shores: Il progetto GPU viene relegato a test interni senza sbocchi commerciali.
- Rinvio di Clearwater Forest: Il debutto delle CPU Xeon su nodo 18A è posticipato alla prima metà del 2026.
- Sfide per la fonderia: Il settore perde 2,26 miliardi nel trimestre, mentre il piano industriale prosegue con nuovi investimenti.
Il 2024 di Intel si è chiuso con risultati finanziari decisamente critici: l’azienda ha registrato una perdita netta di 18,8 miliardi di dollari, in netto contrasto con l’utile di 1,7 miliardi dell’anno precedente. I ricavi annui, pur rimanendo relativamente stabili a 53,1 miliardi di dollari (-2% su base annua), hanno subito il peso di un andamento altalenante delle diverse divisioni, con margini lordi in contrazione al 32,7% dal 40% del 2023. L’ultimo trimestre ha evidenziato una perdita di 100 milioni di dollari, ridimensionando però il crollo rispetto ai trimestri più difficili.
Parallelamente, Intel ha compiuto scelte drastiche sulle proprie roadmap di prodotto, con l’architettura GPU Falcon Shores che viene definitivamente abbandonata e relegata a un ruolo di test interno. Il progetto, nato come un XPU con moduli CPU-GPU integrati e poi ripensato come acceleratore AI, non vedrà la luce sul mercato. Secondo Michelle Johnston Holthaus, co-CEO ad interim, la decisione deriva da un’analisi delle esigenze del settore, con Intel che punterà piuttosto su Jaguar Shores per sviluppare soluzioni rack-scale per data center.
Sul fronte CPU, l’azienda ha scelto di rinviare il lancio dei processori Xeon Clearwater Forest, previsti inizialmente nel 2025, alla prima metà del 2026. Questi chip saranno tra i primi a sfruttare il processo produttivo 18A (1,8nm), ma la domanda inferiore alle aspettative per gli Xeon con E-core ha portato Intel a rivedere i tempi di rilascio. Nel frattempo, il focus rimane sui Sierra Forest Xeon 6 a 288 core, attesi entro l’anno.
Nonostante l’assenza di un CEO permanente dopo l’uscita di Pat Gelsinger, la strategia di Intel nel settore della fonderia prosegue con l’installazione di macchinari per il nodo 18A presso la Fab 52 in Arizona e la raccolta di finanziamenti governativi per supportare l’espansione. Tuttavia, il segmento continua a generare perdite pesanti, con un passivo di 2,26 miliardi nel trimestre e un calo dei ricavi del 13% a 4,5 miliardi di dollari.
Guardando al futuro, Intel punta a un fatturato compreso tra 11,7 e 12,7 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2025, un valore condizionato dalla stagionalità del mercato. Maggiori dettagli sulla strategia della fonderia saranno condivisi ad aprile durante il secondo evento annuale dedicato, mentre il debutto delle CPU Panther Lake e il successivo Nova Lake rappresentano le prossime tappe della roadmap tecnologica dell’azienda.
Il 2024 è stato un anno complesso per Intel, tra ristrutturazioni strategiche, difficoltà finanziarie e riposizionamenti tecnologici che ne plasmeranno il futuro.
