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Agenti AI modificano lo shopping online: il futuro delle acquisti autonomi
Le tecnologie emergenti semplificano il processo di acquisto, ma sollevano interrogativi su privacy e impatti per i rivenditori
Editorial Team3 dicembre 2024

 

 La nuova era dello shopping online sta prendendo piede grazie agli agenti AI che, grazie alla capacità di navigare autonomamente tra i siti di e-commerce, potrebbero modificare l’esperienza d’acquisto. Questi assistenti digitali non solo effettuano ricerche, ma completano anche transazioni, promettendo di semplificare l’intero processo, ma sollevando interrogativi su privacy e autorizzazioni.

Punti chiave:

  •  I primi agenti AI per lo shopping online sono già attivi negli Stati Uniti, con Perplexity come pioniera.
  •  Il processo di acquisto tramite AI presenta ancora delle problematiche, come errori nelle transazioni e lentezza.
  •  Tecnologie come Stripe e nuove soluzioni per aggirare i sistemi di protezione dei siti stanno evolvendo.
  •  Le implicazioni per privacy, sicurezza e business dei rivenditori potrebbero essere significative.

Con l’avvicinarsi della stagione delle festività, milioni di consumatori si preparano a fare acquisti online, ma un nuovo attore potrebbe cambiare radicalmente le dinamiche di questo processo: gli agenti di AI, in grado di fare shopping autonomamente per conto degli utenti. L’introduzione di questi assistenti digitali promette di semplificare la ricerca e l’acquisto di prodotti, affidando compiti tipicamente manuali a sofisticati algoritmi. Tra i pionieri di questa tecnologia, Perplexity ha recentemente lanciato un agente AI che permette ai suoi utenti di acquistare prodotti attraverso un sistema completamente automatizzato. Questo strumento non solo scansiona i siti web per trovare gli articoli desiderati, ma esegue anche i pagamenti e completa le transazioni senza l’intervento diretto dell’acquirente. Sebbene questa innovazione possa sembrare la svolta che molti aspettavano, ci sono ancora numerosi ostacoli da superare, sia dal punto di vista tecnico che operativo. In un test condotto da TechCrunch, l’agente di acquisto AI di Perplexity ha mostrato notevoli difficoltà nell’elaborare le transazioni: i tempi di attesa sono stati molto lunghi, con alcuni acquisti che sono stati annullati a causa di errori nel processo o della mancanza di disponibilità dei prodotti. Inoltre, non sempre le transazioni venivano completate con successo, e l’assistenza umana risultava essere necessaria per garantire che l’acquisto venisse portato a termine correttamente. L’aspetto interessante di questa novità è la collaborazione tra Perplexity e Stripe, che ha adattato una sua funzionalità di pagamento, le carte di debito monouso, per consentire agli agenti AI di effettuare acquisti in modo sicuro senza avere accesso all’intero conto bancario degli utenti. Nonostante le promesse, l’introduzione di questi strumenti solleva inevitabilmente questioni legate alla privacy e alla sicurezza, dato che, per funzionare correttamente, l’agente AI deve raccogliere e utilizzare informazioni sensibili come i dettagli di fatturazione e spedizione. Alcuni degli ostacoli principali per l’adozione di questa tecnologia sono i problemi di trasparenza e il rischio di un utilizzo non autorizzato dei dati, dato che Perplexity non ha ancora chiarito se i rivenditori siano consapevoli che i loro prodotti vengano acquistati attraverso un intermediario digitale. Inoltre, la questione della supervisione umana è un altro elemento critico: mentre l’AI potrebbe teoricamente essere in grado di eseguire acquisti in autonomia, spesso è necessaria una "sorveglianza" da parte di operatori umani per correggere eventuali errori e garantire il buon esito delle transazioni. Questo solleva dubbi sul grado di efficienza che gli agenti AI possano realmente raggiungere senza un intervento esterno. Accanto a Perplexity, anche altre grandi aziende tecnologiche, tra cui OpenAI, Google e Amazon, stanno sviluppando soluzioni simili, puntando su chatbot in grado di effettuare acquisti come prenotare voli, hotel o acquistare prodotti online. Se da un lato questo potrebbe portare a un’esperienza d’acquisto semplificata e più rapida, dall’altro si pone il problema dell’impatto che questi strumenti potrebbero avere sulle piattaforme di e-commerce tradizionali e sui rivenditori che fanno affidamento su tecniche di upselling e marketing mirato per aumentare le vendite. Le tecniche di "scraping" dei dati, utilizzate da questi agenti per raccogliere informazioni sui prodotti dai siti di vendita, potrebbero entrare in conflitto con le politiche dei rivenditori, che potrebbero cercare di proteggere i propri sistemi da questi bot. A tal proposito, alcuni sviluppatori stanno creando agenti in grado di interagire con i siti come farebbe un umano, utilizzando interfacce tradizionali di navigazione online, per aggirare i sistemi di protezione come i CAPTCHA, che fino a oggi hanno impedito ai bot di completare acquisti autonomi. Nonostante ciò, il futuro di questa tecnologia rimane incerto. Molte aziende sono al lavoro per migliorare l’affidabilità e l’efficienza degli agenti AI, ma il percorso è ancora lungo, tra difficoltà tecniche e interrogativi etici. Quello che è certo è che, sebbene questi strumenti abbiano il potenziale di migliorare l’esperienza di shopping, è difficile prevedere se riusciranno a ottenere una penetrazione di mercato significativa e se riusciranno a far fronte alle sfide poste dai rivenditori tradizionali e dalla necessità di una regolamentazione adeguata.

In un prossimo futuro, questi agenti potrebbero diventare un’opzione sempre più comune per gli acquirenti online, ma il loro impatto concreto sulla vendita al dettaglio resta tutto da esplorare.