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La Generazione Z e la paura dell’AI: timori per il futuro del lavoro
Mentre i giovani temono la sostituzione da parte dell’AI, i dirigenti restano indifferenti, protetti dalla loro esperienza
Editorial Team25 novembre 2024

 

 La generazione Z è particolarmente preoccupata che l’AI possa sostituire i loro posti di lavoro, mentre i dirigenti, come i CEO, non sembrano preoccuparsi altrettanto. L’ansia riguardo alla sostituzione dei ruoli entry-level è alimentata dalla crescente automazione, ma le generazioni più esperte sono protette dalla loro esperienza e dalle competenze che l’AI non può facilmente replicare.

Punti chiave:

  •  Il 62% della generazione Z teme che l’AI possa sostituire il proprio lavoro entro dieci anni.  
  •  Solo il 6% dei CEO e dei dirigenti di alto livello considera l’AI una minaccia per le proprie posizioni.  
  •  L’automazione dei lavori entry-level aumenta la vulnerabilità dei lavoratori più giovani.  
  •  I datori di lavoro sono chiamati a formare la prossima generazione di lavoratori, dotandola delle competenze necessarie.

Il futuro del lavoro, segnato dall’AI, è diventato una fonte di preoccupazione per molti giovani professionisti, in particolare per la generazione Z, la prima ad aver vissuto sin dall’infanzia con Internet e le tecnologie digitali. Secondo un sondaggio condotto da General Assembly, ben il 62% di questi giovani ritiene che nei prossimi dieci anni l’AI possa soppiantare le loro occupazioni. A generare questa ansia è soprattutto l’automazione che riguarda i compiti ripetitivi e di basso livello, tipici delle posizioni entry-level, dove i giovani si trovano maggiormente esposti. In contrasto, i dirigenti e i CEO, che hanno anni di esperienza e competenze contestuali, sembrano meno preoccupati. Solo una piccola percentuale, il 6%, degli alti dirigenti ritiene che l’AI possa rappresentare una minaccia per la propria posizione. Questo divario tra le preoccupazioni delle generazioni più giovani e quelle dei leader aziendali potrebbe essere attribuito al diverso grado di potere e influenza che ciascun gruppo detiene nelle dinamiche lavorative. I dirigenti, infatti, sono in una posizione privilegiata per prendere decisioni che riguardano l’uso dell’AI nelle proprie aziende, mentre i lavoratori junior, spesso con minori risorse e senza un forte potere contrattuale, temono di essere i più vulnerabili in un contesto di cambiamenti rapidi. A livello pratico, nei mesi scorsi, numerose aziende hanno utilizzato la tecnologia dell’AI come giustificazione per ridurre il personale. Da maggio a febbraio dell’anno scorso, negli Stati Uniti si sono registrati oltre 4.600 licenziamenti a causa dell’introduzione di soluzioni automatizzate, anche se questa cifra è probabilmente inferiore alla realtà, come suggeriscono esperti del settore. L’incertezza della Gen Z potrebbe essere alimentata anche dal fatto che si trovano ancora all’inizio della loro carriera, in una fase in cui la loro esperienza non è ancora consolidata e sono maggiormente esposti a modifiche tecnologiche nei ruoli lavorativi. La generazione Z è consapevole di come l’AI stia già sostituendo alcuni lavori di base, e la sua ansia cresce proprio per la paura di non riuscire a competere con le macchine su attività che richiedono meno specializzazione. D’altro canto, le generazioni più anziane, come i baby boomer, sembrano meno inclini a preoccuparsi, e solo il 24% di loro teme una sostituzione da parte della tecnologia. Nonostante questa apparente tranquillità, alcuni esperti ritengono che sia fondamentale che i datori di lavoro non trascurino le esigenze dei più giovani. La formazione delle nuove generazioni diventa cruciale per prepararli alle sfide future, soprattutto in un mondo dove le competenze trasversali, come la comunicazione e la gestione del tempo, sono destinate a diventare sempre più determinanti, mentre l’automazione si occupa dei compiti più tecnici e ripetitivi.

 Le aziende non possono permettersi di ignorare il potenziale delle nuove leve, e devono farsi carico della loro formazione per non rischiare di perdere un intero bacino di talenti.