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Google Introduce Etichette per Immagini AI nelle Risultati di Ricerca
La nuova funzionalità contrassegnerà le immagini generate o modificate dall’AI, ma l’efficacia è limitata dai metadati C2PA e dalla loro adozione
Editorial Team18 settembre 2024

 

 Google annuncia un aggiornamento per migliorare la trasparenza delle immagini online, contrassegnando quelle generate o modificate tramite intelligenza artificiale. Tuttavia, l’efficacia di questo cambiamento è limitata dai metadati C2PA e dalle sfide di adozione dello standard.

Punti chiave:

  • Novità di Google: Google introdurrà un sistema di etichettatura per le immagini modificate o generate con AI nella sezione "Informazioni su questa immagine" su Ricerca, Google Lens e altre funzioni.   
  • Metadati C2PA: Solo le immagini con metadati C2PA verranno etichettate come manipolate dall’AI. C2PA è un’iniziativa per tracciare l’origine e la modifica delle immagini, ma la sua adozione è ancora limitata.   
  • Sfide per C2PA: Nonostante il supporto di grandi aziende come Google e Microsoft, C2PA deve affrontare ostacoli significativi in termini di adozione e interoperabilità, con pochi strumenti di IA e fotocamere che utilizzano questi metadati.   
  • Aumento delle truffe digitali: Le truffe basate su contenuti generati dall’IA sono in forte crescita, con una previsione di aumento delle perdite legate ai deepfake, passando da 12,3 miliardi di dollari nel 2023 a 40 miliardi entro il 2027.

 

Google sta per apportare modifiche significative alla sua piattaforma di ricerca con l’intento di migliorare la trasparenza delle immagini online. A partire dai prossimi mesi, l’azienda aggiungerà un’etichettatura speciale per le immagini generate o modificate attraverso strumenti di AI. Questa innovazione sarà visibile nella sezione "Informazioni su questa immagine" su Google Ricerca, Google Lens e nella funzione di ricerca su Android. La mossa fa parte di uno sforzo più ampio per affrontare la crescente preoccupazione riguardo alla diffusione di contenuti ingannevoli, come i deepfake, che stanno diventando sempre più sofisticati e difficili da distinguere dalla realtà.

Il sistema di etichettatura di Google si baserà sui metadati C2PA, un protocollo sviluppato dalla Coalition for Content Provenance and Authenticity. Questo standard tecnico è progettato per tracciare la provenienza delle immagini e le modifiche apportate, inclusi dettagli su attrezzature e software utilizzati. Tuttavia, l’efficacia di questo sistema è limitata dalla reale adozione dei metadati C2PA. Nonostante il sostegno di importanti aziende tecnologiche come Google, Amazon, Microsoft, OpenAI e Adobe, l’adozione dello standard è ancora molto limitata. Solo pochi strumenti di intelligenza artificiale generativa e alcune fotocamere di marche specifiche supportano attualmente i metadati C2PA.

Inoltre, la praticità di questo sistema è messa in discussione dalla possibilità che i metadati possano essere rimossi o alterati, compromettendo così l’affidabilità delle informazioni. Molti strumenti di generazione di immagini non aderiscono ancora a questo standard, come nel caso di Flux, utilizzato dal chatbot Grok di xAI, che non include metadati C2PA.

La crescita vertiginosa delle truffe legate ai contenuti generati dall’AI è allarmante. Le stime indicano un aumento del 245% delle truffe basate su tali contenuti dal 2023 al 2024, e si prevede che le perdite economiche derivanti dai deepfake raggiungeranno i 40 miliardi di dollari entro il 2027. Questo contesto sottolinea l’urgenza di misure efficaci per garantire l’autenticità delle immagini online e contrastare la diffusione di contenuti ingannevoli.

In definitiva, mentre Google si impegna a rendere più chiaro quando un’immagine è stata alterata o generata artificialmente, le sfide legate all’adozione e all’integrità dei metadati C2PA pongono interrogativi su quanto questi sforzi possano effettivamente risolvere i problemi legati alla disinformazione visiva.