Startup sfida Nvidia e Microsoft: accusa di violazione di brevetti e formazione di un cartello | | | | Turtles AI

Startup sfida Nvidia e Microsoft: accusa di violazione di brevetti e formazione di un cartello
Xockets denuncia i giganti della tecnologia per l’uso non autorizzato di tecnologie AI e per aver manipolato il mercato con pratiche anticoncorrenziali
Editorial Team7 settembre 2024

 

 Xockets, una startup del Texas sostenuta da figure di spicco della tecnologia, ha avviato una causa contro Nvidia e Microsoft, accusandole di violazione di brevetti e di aver costituito un cartello per influenzare i prezzi della tecnologia delle unità di elaborazione dati (DPU).

Punti chiave:

  •  Xockets accusa Nvidia di violare brevetti relativi a tecnologie per l’AI.
  •  La presunta violazione sarebbe avvenuta attraverso l’acquisizione di Mellanox da parte di Nvidia.
  •  Microsoft è accusata di aver beneficiato di queste violazioni in qualità di cliente di Nvidia.
  •  Xockets sostiene che Nvidia e Microsoft abbiano formato un cartello per abbassare i prezzi della tecnologia.

Xockets, una startup con sede in Texas, ha intrapreso un’azione legale contro i giganti tecnologici Nvidia e Microsoft, sostenendo che entrambe le aziende abbiano violato brevetti cruciali nel campo dell’AI e abbiano collaborato in un cartello per influenzare i prezzi del mercato. Secondo Xockets, la violazione dei suoi brevetti riguarda specificamente le tecnologie delle unità di elaborazione dati (DPU), progettate per migliorare l’efficienza delle infrastrutture cloud accelerando i processi che richiedono un’elevata intensità di dati. La startup sostiene che Nvidia abbia ereditato tale violazione attraverso l’acquisizione di Mellanox nel 2020, con quest’ultima che avrebbe inizialmente violato i brevetti di Xockets dopo che la startup aveva dimostrato pubblicamente la sua innovazione durante una conferenza nel 2015.

Nell’accusa, Xockets specifica che tre delle DPU di Nvidia, BlueField, ConnectX e NVLink Switch, sono basate su tecnologie brevettate da Xockets. Inoltre, Microsoft è accusata di aver tratto vantaggio da queste presunte violazioni, essendo un cliente di Nvidia e avendo accesso diretto a sistemi server avanzati dotati di GPU e componenti AI che violano i brevetti di Xockets. Nel febbraio 2022, Parin Dalal, fondatore e membro del consiglio di amministrazione di Xockets, avrebbe informato Nvidia della violazione, sollevando la questione direttamente con il vicepresidente aziendale delle DPU dell’azienda. Tuttavia, Nvidia è stata accusata di adottare una strategia di "violazione efficiente", ossia continuare con l’infrazione, lasciando che siano poi gli avvocati a risolvere le controversie legali.

Oltre alle accuse di violazione dei brevetti, Xockets afferma che Nvidia stia cercando di monopolizzare il mercato dei server AI e che, insieme a Microsoft, partecipi a un cartello di acquisto. Questo cartello, sostenuto dall’organizzazione RPX, è stato descritto da Xockets come uno strumento creato su richiesta delle grandi aziende tecnologiche per facilitare e creare un blocco d’acquisto di proprietà intellettuale. Xockets sostiene che questa pratica ha permesso a Nvidia e Microsoft di boicottare congiuntamente innovazioni come quelle della startup, abbassando artificialmente i prezzi rispetto a quanto sarebbero stati se ciascuna azienda avesse negoziato individualmente. Questo comportamento, secondo Xockets, ha permesso a Microsoft e Nvidia di controllare in modo predominante l’accesso alle tecnologie necessarie per lo sviluppo dell’AI generativa abilitata da GPU.

Xockets chiede un risarcimento per i danni subiti e che il tribunale imponga a Nvidia e Microsoft di cessare le presunte violazioni dei brevetti e delle normative antitrust. Nonostante si trovi a sfidare due colossi del settore, Robert Cote, investitore e membro del consiglio di amministrazione di Xockets, ha dichiarato che la startup ha i mezzi necessari per affrontare questa sfida legale. Va notato che Parin Dalal, fondatore di Xockets, è attualmente un ingegnere capo presso Google, dove si occupa di machine learning e AI, sebbene Google non abbia un ruolo ufficiale nella causa. Nvidia e Google hanno scelto di non commentare la vicenda, mentre Microsoft e RPX non hanno ancora rilasciato dichiarazioni in merito.

La causa intentata da Xockets contro Nvidia e Microsoft solleva questioni significative riguardo alla protezione della proprietà intellettuale e alla concorrenza nel mercato delle tecnologie avanzate.