Sarvam ha introdotto chatbot abilitati a supportare voci in più di 10 lingue indiane | Festina Lente - Notizie, recensioni e approfondimenti sull’intelligenza artificiale | Turtles AI

Sarvam ha introdotto chatbot abilitati a supportare voci in più di 10 lingue indiane
Editorial Team13 agosto 2024

 

La startup indiana Sarvam AI ha recentemente lanciato una serie di soluzioni tecnologiche innovative con l’obiettivo di ampliare l’adozione dell’AI in un mercato complesso come quello indiano, dove coesistono ben 22 lingue ufficiali e oltre 19.000 dialetti. In un contesto linguistico così variegato, la proposta di Sarvam si distingue per l’introduzione di chatbot abilitati alla voce che supportano più di 10 lingue locali, puntando sulla preferenza degli utenti per l’interazione vocale rispetto a quella testuale. Il co-fondatore di Sarvam AI, Vivek Raghavan, ha evidenziato come scrivere in lingue indiane risulti spesso complicato, rendendo la comunicazione vocale un’opzione più naturale e accessibile per molti.

 

Punti Chiave
- Startup Sarvam AI introduce bot abilitati alla voce in più di 10 lingue indiane.
- Modelli AI piccoli e open source per rispondere alle esigenze locali.
- Il modello Sarvam 2B, basato su dati sintetici, riduce i costi dell’AI.
- Sarvam si allinea agli sforzi del governo indiano per un’infrastruttura di AI nazionale.

 

Con sede a Bengaluru, Sarvam AI si rivolge principalmente a imprese e aziende, proponendo i propri bot vocali in settori come l’assistenza clienti. Un esempio pratico è rappresentato dalla collaborazione con Sri Mandir, una startup che offre contenuti religiosi e che ha già implementato con successo gli agenti AI di Sarvam per gestire oltre 270.000 transazioni. I bot sviluppati dalla startup possono essere integrati in diverse piattaforme, da WhatsApp alle tradizionali chiamate vocali, rendendoli estremamente versatili.

Sostenuta da investitori come Peak XV e Lightspeed, Sarvam AI ha anche annunciato che il costo dei suoi agenti vocali sarà di circa ₹1  ( circa un centesimo) al minuto di utilizzo, rendendo questa tecnologia accessibile anche a chi dispone di risorse limitate. Il modello alla base di questi agenti, denominato Sarvam 2B, è un piccolo modello linguistico addestrato su dati sintetici. Nonostante l’utilizzo di dati sintetici sia spesso sconsigliato dagli esperti per il rischio di allucinazioni e imprecisioni, Sarvam ha optato per questa strada a causa della scarsità di contenuti in lingua indiana disponibili online. Raghavan ha sottolineato come l’azienda abbia sviluppato sofisticati modelli per pulire e migliorare i dati, assicurando così una maggiore affidabilità dei risultati.

Oltre ai chatbot vocali, Sarvam AI sta lanciando un modello audio-linguistico chiamato Shuka, costruito sul decoder audio Saaras v1 e sul modello Llama3-8B Instruct di Meta. Anche questo modello sarà open source, permettendo agli sviluppatori di utilizzarlo per creare interfacce vocali avanzate. Un ulteriore prodotto in via di sviluppo è "A1", un banco di lavoro di AI generativa progettato per avvocati, capace di consultare normative, redigere documenti e svolgere altre funzioni legali.

Sarvam AI fa parte di un ristretto gruppo di startup indiane che stanno cercando di sviluppare soluzioni in linea con le esigenze specifiche del mercato locale, contribuendo allo stesso tempo agli sforzi del governo indiano per costruire una propria infrastruttura di AI. In particolare, il programma governativo "IndiaAI" mira a creare un ecosistema di AI sovrano, che garantisca la privacy dei dati e stimoli la crescita economica. Tra le iniziative in corso c’è la creazione di un supercomputer alimentato da almeno 10.000 GPU e lo sviluppo di modelli linguistici come Bhashini, progettati per democratizzare l’accesso ai servizi digitali in varie lingue indiane.

Raghavan ha espresso la volontà di Sarvam AI di collaborare con il governo indiano nell’ambito di questi progetti, evidenziando l’importanza di sviluppare tecnologie che rispondano alle specifiche esigenze della popolazione indiana. La conclusione di questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso la costruzione di un’infrastruttura di AI che non solo rifletta la diversità linguistica e culturale dell’India, ma che sia anche accessibile e funzionale per una vasta gamma di utenti.