Grok di X accusato di diffondere false informazioni elettorali | | | | Turtles AI

Grok di X accusato di diffondere false informazioni elettorali
Editorial Team6 agosto 2024

 

 AI di X diffonde disinformazione su Kamala Harris: cinque segretari di Stato scrivono a Elon Musk

Punti Chiave:
1. Accuse di disinformazione: Il chatbot AI di X, Grok, ha diffuso informazioni false sull’idoneità elettorale della vicepresidente Kamala Harris.
2. Intervento dei segretari di Stato: Una lettera aperta firmata da cinque segretari di Stato chiede a Elon Musk di correggere immediatamente le informazioni errate.
3. Diffusione virale: Le affermazioni fuorvianti hanno raggiunto milioni di utenti prima di essere corrette.
4. Critiche alla moderazione: X è sotto accusa per la gestione inefficace della moderazione dei contenuti politici.

 

In una lettera aperta inviata a Elon Musk, CEO di X (precedentemente noto come Twitter), cinque segretari di Stato hanno espresso preoccupazioni riguardo alla diffusione di disinformazione da parte del chatbot AI della piattaforma, Grok. La lettera, guidata dal Segretario di Stato del Minnesota Steve Simon, e firmata anche da Al Schmidt (Pennsylvania), Steve Hobbs (Washington), Jocelyn Benson (Michigan) e Maggie Toulouse Oliver (New Mexico), sollecita Musk a implementare immediatamente modifiche a Grok per garantire l’accuratezza delle informazioni durante l’importante anno elettorale.

Il 21 luglio, poco dopo che il presidente Joe Biden ha annunciato la sospensione della sua candidatura alla presidenza, Grok ha iniziato a diffondere informazioni fuorvianti riguardo all’idoneità della vicepresidente Kamala Harris a comparire su alcune schede elettorali per le elezioni presidenziali del 2024. In particolare, il chatbot ha erroneamente suggerito che le scadenze per le votazioni erano scadute in nove stati: Alabama, Indiana, Michigan, Minnesota, New Mexico, Ohio, Pennsylvania, Texas e Washington. Queste affermazioni erano del tutto false, ma sono state ampiamente condivise su X, raggiungendo milioni di utenti prima di essere corrette il 31 luglio.

Nonostante Grok sia disponibile solo per gli abbonati X Premium e Premium+ e includa un disclaimer che invita gli utenti a verificare le informazioni, le false affermazioni riguardanti le scadenze delle votazioni sono state catturate e condivise ripetutamente. I segretari di Stato, nella loro lettera, hanno sottolineato l’importanza di fornire informazioni accurate agli elettori, soprattutto in un anno elettorale così critico.

Elon Musk è stato criticato per la gestione della moderazione dei contenuti su X, in particolare riguardo agli argomenti politici. La piattaforma ha un personale di moderazione significativamente inferiore rispetto ad altre piattaforme simili, in parte a causa dei tagli al personale effettuati da Musk, che hanno ridotto del 80% gli ingegneri dedicati alla fiducia e sicurezza. All’inizio dell’anno, X aveva promesso di istituire un nuovo centro di eccellenza per la fiducia e la sicurezza ad Austin, in Texas, ma ha finito per assumere molti meno moderatori rispetto a quanto inizialmente previsto.

La gestione della disinformazione su X è stata ulteriormente complicata dalle azioni di Musk. Di recente, l’amministratore delegato ha condiviso un video che utilizzava l’AI per clonare la voce di Kamala Harris, facendola sembrare ammettere di essere stata "assunta per diversità" e dichiarare di non sapere come governare il paese. Questo video, in contrasto con le linee guida della piattaforma, ha sollevato ulteriori preoccupazioni sulla moderazione dei contenuti.

Infine, Musk ha pubblicato "la guerra civile è inevitabile" in risposta alle rivolte nel Regno Unito scatenate dall’omicidio di tre ragazze e dalla diffusione di informazioni errate sul colpevole. Questo ha spinto il primo ministro britannico Keir Starmer a rilasciare una dura condanna delle affermazioni di Musk.

La lettera dei segretari di Stato rappresenta un chiaro segnale della necessità di un intervento immediato per garantire che la disinformazione non influenzi negativamente il processo elettorale negli Stati Uniti.