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Meta taglia, l’algoritmo prende il timone: la privacy passa in secondo piano
Mentre 600 addetti all’AI e oltre 100 esperti di rischio e privacy vengono congedati, il colosso di Zuckerberg affida ai sistemi automatici la sorveglianza interna, promettendo efficienza ma lasciando aperti i dubbi sulla tutela degli utenti
Editorial Team26 ottobre 2025

 


Meta ha annunciato una revisione organizzativa che prevede circa 600 licenziamenti nella sua divisione AI e oltre 100 posti eliminati nell’unità incaricata del controllo della privacy e dei rischi. I ruoli umani vengono sostituiti con sistemi automatizzati, in un contesto che mescola efficienza e incertezze.

Punti chiave:

  • Taglio di circa 600 posizioni nel settore AI dell’azienda. 
  • Più di 100 ruoli eliminati nel team che monitora rischi, privacy e conformità normativa. 
  • Motivazione ufficiale: “meno conversazioni per prendere una decisione” e passaggio da revisioni manuali a processi automatizzati. 
  • L’unità di revisione del rischio era stata istituita per adempiere all’accordo con la Federal Trade Commission del 2019 cui Meta era soggetta. 

Nel cuore della Silicon Valley virtuale, Meta  che da Facebook si è trasformata in un gigante dell’AI ha scelto di alleggerire la propria macchina organizzativa quasi come un atleta che, prima della gara, lascia cadere il peso in eccesso. Nel suo memo interno, Alexandr Wang, responsabile della divisione AI, spiega che “riducendo le dimensioni del nostro team, serviranno meno conversazioni per prendere una decisione”.

Fra i tagli vi sono circa 600 dipendenti nella divisione dedicata alla “superintelligenza” (o almeno a una visione così la definiscono), mentre in parallelo oltre cento persone dell’unità che fino a poco tempo fa vigilava sui rischi aziendali, sulla privacy degli utenti e sulla compliance sono state mandate via. (Business Insider) Questa seconda ondata è meno visibile, meno celebrata, eppure altrettanto pregnante: è il reparto che aveva il compito di mettere la mano, da dentro, sulla bilancia della responsabilità aziendale  è stato descritto da alcune fonti come “svuotamento”. 

L’azienda, nel comunicato interno firmato da Michel Protti, ha spiegato che l’obiettivo è passare da “revisioni manuali su misura” a “un processo più coerente e automatizzato”, capace secondo Meta di offrire “risultati di conformità più accurati e affidabili”.  Insomma, non solo si tagliano posti, ma si cambia radicalmente il modo in cui la sorveglianza interna sarà esercitata: meno umani, più algoritmi.

Il contesto è importante: il team dei rischi era nato dall’accordo che Facebook, ora Meta, aveva firmato con la FTC dopo lo storico sanzionamento da 5 miliardi di dollari per la gestione dei dati utenti. In quell’occasione l’agenzia impose misure di controllo e trasparenza molto stringenti.  In quel senso, il reparto che ora viene “sostituito” era una delle garanzie che l’azienda offriva  prima al pubblico, poi ai regolatori  che i nuovi prodotti sarebbero passati in rassegna, uno a uno, per identificare rischi di privacy o integrità.

Meta sostiene che ormai quel processo è “maturo”, che molte “decisioni di routine” possono essere gestite automaticamente, e che la struttura ridotta servirà a sgombrare il campo per concentrarsi sulle sfide più complesse.  Ma alcuni degli stessi dipendenti attuali ed ex-dipendenti del team rischi si dicono scettici: sostituire l’occhio umano con algoritmi, in questioni delicate come i dati personali e la fiducia degli utenti, è un salto nel buio, dicono.

Nella narrazione interna emergono non solo numeri, ma anche una tensione: da un lato l’impellente esigenza di Meta di velocizzare lo sviluppo, ridurre la burocrazia e contendere la leadership nel mondo AI;  dall’altro, gli interrogativi su quanto la “maturità” del programma di compliance corrisponda a una reale trasformazione, o piuttosto a una scelta strategica per tagliare costi e rendere il processo decisionale più agile. Nel memo di Wang, non solo “meno conversazioni” ma anche l’idea che ogni persona debba avere “più carico e più impatto”  come se si passasse da una squadra ampia a una élite essenziale. 

Non viene reso pubblico il numero preciso dei posti tagliati nella revisione rischi, ma le fonti indicano che almeno un centinaio di posti sono coinvolti, soprattutto nella sede londinese e nell’organizzazione globale del rischio.  Il che lascia aperta la domanda su cosa accadrà al compito di “guardiano” dei prodotti, ora affidato in gran parte a sistemi automatizzati.

 Meta si trova in un momento di doppia transizione: una corsa verso l’AI che ne vuole rendere più “snella” la struttura, e una trasformazione interna che ridisegna in profondità i meccanismi di controllo e sorveglianza.

Resta da vedere se il nuovo equilibrio tra automazione e responsabilità potrà reggere alle sfide normative, tecnologiche e reputazionali che attendono l’azienda.