Lavorare meno con l’AI: la proposta di Bernie Sanders per una settimana di 32 ore | | | | Turtles AI
Bernie Sanders propone di destinare i guadagni di produttività dell’AI a una settimana lavorativa di 32 ore, restituendo tempo libero ai lavoratori anziché licenziarli. L’idea, già sperimentata da diverse imprese, trova sostegno anche legislativo e internazionale.
Punti chiave:
- Sanders invoca il “Thirty‑Two Hour Workweek Act” per rilanciare lavoro e tempo libero.
- Sperimentazioni recenti (UK, Microsoft Giappone, Kickstarter) segnalano stabilità o crescita del fatturato.
- Esperimenti in Giappone hanno mostrato +40% di produttività con la settimana di 4 giorni.
- Impiego dell’AI nelle attività quotidiane porta risparmi medi di 26–37 minuti al giorno per i lavoratori.
Bernie Sanders, nel corso dell’intervista al podcast di Joe Rogan, sostiene che ogni guadagno di produttività derivante dall’introduzione dell’AI non debba tradursi in tagli occupazionali o in un aumento del carico di lavoro, ma in reali vantaggi in termini di tempo libero per le persone. Proponendo una settimana lavorativa di 32 ore, Sanders punta a restituire ai lavoratori ore da dedicare alla famiglia, all’istruzione e alla vita personale. Sul fronte legislativo, il senatore ha presentato nel 2024 il “Thirty‑Two Hour Workweek Act”, che prevede il pagamento dello straordinario oltre le 32 ore lavorative in modo graduale su quattro anni.
Nel Regno Unito, nel 2022, 61 imprese (quasi 2.900 dipendenti) hanno adottato la settimana di quattro giorni; 23 aziende partecipanti hanno condiviso dati che mostrano una media di fatturato in crescita dell’1,4%, con nessun calo significativo. Kickstarter, fin dal 2021, opera già con questa modalità, e Microsoft Japan ha condotto nel 2019 un’esperienza estiva su 2.300 dipendenti che ha portato a una crescita del 40% del rapporto vendite per dipendente. L’esperimento nipponico ha introdotto riunioni limitate a 30 minuti e la chiusura degli uffici il venerdì; tra gli effetti, la riduzione del 23% dei consumi energetici e del 59% della stampa cartacea.
Ulteriori dati emergono da uno studio nel Regno Unito su Microsoft 365 Copilot: la scrittura automatica di email e documenti ha fatto risparmiare in media 26 minuti al giorno per utente, con punte fino a un’ora, e soddisfazione professionale superiore all’80%. In un esperimento accademico con 6.000 lavoratori dotati di strumenti conversazionali di AI, sono state risparmiate circa 3 ore settimanali sulla posta elettronica e i documenti.
Tuttavia, non mancano voci critiche: alcuni economisti ricordano il “paradosso della produttività”, che afferma che gli effetti dell’innovazione – inclusa l’AI – faticano a tradursi in incrementi misurabili della produttività nazionale. Inoltre, la sperimentazione di una settimana di quattro giorni potrebbe non essere applicabile a tutti i settori, come evidenziato dal dibattito in Australia. In contesti industriali o a forte intensità oraria, la riduzione delle ore può comportare costi aggiuntivi o tensioni operative.
Restano aperte domande su come trasformare sperimentazioni e proposte legislative in azioni concrete su larga scala. La sfida politica e tecnico-economica sarà coordinare accesso diffuso all’automazione, flessibilità oraria, compenso reale e modelli organizzativi capaci di adattarsi alle diverse esigenze settoriali. Il dibattito non punta a trarre conclusioni, ma a raccogliere dati, stimolare dialogo e valutare soluzioni pragmatiche.
Una riflessione aperta sulla condivisione dei benefici dell’innovazione come strumento di progresso umano.


